Il caso

25 maggio 2011
Sfruttamento di marchi a rischio di riciclaggio
a cura di Ennio Vial
Cipro rappresenta da un po’ di tempo un potenziale paradiso per le holding e le trading. Tutto è nato lo scorso anno quando il D.M. 27.7.2010 è intervenuto sulle black e white list italiane legittimando, di fatto, l’utilizzo di società cipriote. E’ appena il caso di ricordare che la Finanziaria 2008 ha innovato il mondo delle black e white list previste dal nostro ordinamento tributario razionalizzando e semplificando il sistema. Il nuovo art. 168 bis introdotto dall’art. 1, co. 83 L. 244/2007 individua due nuove categorie di Paesi virtuosi:
• gli Stati che garantiscono un adeguato scambio di informazioni (comma 1);
• gli Stati che oltre a garantire un adeguato scambio di informazioni, sono caratterizzati da un livello di tassazione adeguato (comma 2).
La Finanziaria ha, inoltre, modificato le norme che facevano riferimento a vecchie white o black list per collegarle al nuovo art. 168 bis. Questo decreto, tuttavia, non ha ancora visto la luce. L’art. 1, co. 88, L. 244/2007 stabilisce che le disposizioni si applicano dal periodo di imposta che inizia successivamente alla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del D.M. contenente le nuove white list.
Per recepire il mutato contesto internazionale, il D.M. 27.7.2010 ha espunto Cipro da tutte le black list italiane. Ciò significa, ad esempio, che le persone fisiche che trasferiscono la loro residenza fiscale a Cipro non devono più dimostrare all’Amministrazione Finanziaria italiana di aver tagliato i ponti con l’Italia, essendo piuttosto il fisco a dover assolvere l’onere della prova per legittimare un accertamento.
Priva di efficacia pratica è stata l’espunzione di Cipro dalla blacklist di cui al D.M. 23.1.2002 relativa al regime di indeducibilità dei costi da paradisi fiscali previsto dall’art. 110 c-. 10 e seguenti del tuir. Il regime, infatti, per espressa previsione normativa, non trova applicazione ai paesi comunitari. L’innovazione più interessante è stata invece la fuoriuscita di Cipro dalla black list di cui al D.M. 21.11.2001, ossia quella che individua i paradisi fiscali ai fini della disciplina sulle controlled foreign companies di cui all’art. 167 e 168 del tuir; la disciplina in commento si risolve, in sintesi, nella previsione di una tassazione per trasparenza in capo ai soci italiani dei redditi prodotti dalla struttura estera.
L’utilizzo di un veicolo cipriota per una attività di holding o di trading era quindi fortemente penalizzato in quanto i redditi prodotti subivano la tassazione nel nostro Paese. La situazione non è in realtà mutata significativamente in quanto, a partire dall’esercizio 2010, trova applicazione la nuova disciplina cfc white list prevista dal comma 8 bis dell’art. 167 che, in buona sostanza, estende il regime della tassazione per trasparenza a tutte le società estere, a prescindere dal paese di residenza, se sono verificate contemporaneamente due condizioni, ossia un livello di tassazione inferiore alla metà di quello applicabile in Italia e lo svolgimento di una attività non operativa. Se, da un lato, non possiamo nascondere che la holding e (secondo gli orientamenti di Telefisco 2011) anche la trading rientrano in questo regime, dobbiamo ricordare che la c.d. cfc white list non trova applicazione per i meri rapporti di collegamento ma solo per quelli di controllo. Inoltre, la disapplicazione della tassazione per trasparenza è possibile dimostrando attraverso un interpello preventivo che la struttura estera non è una costruzione di puro artificio. Si tratta, in effetti, di una condizione meno stringente rispetto allo svolgimento di una effettiva attività commerciale prevista per la cfc black list.
Ma perché Cipro? Basti solo segnalare la presenza di una aliquota di imposizione sui redditi societari del 10%, l’assenza di ritenute in uscita sui dividendi per norma interna, la presenza di una pex sulle plusvalenze molto generosa e l’applicabilità delle direttive comunitarie in materia di flussi di dividendi interessi e canoni.
• gli Stati che garantiscono un adeguato scambio di informazioni (comma 1);
• gli Stati che oltre a garantire un adeguato scambio di informazioni, sono caratterizzati da un livello di tassazione adeguato (comma 2).
La Finanziaria ha, inoltre, modificato le norme che facevano riferimento a vecchie white o black list per collegarle al nuovo art. 168 bis. Questo decreto, tuttavia, non ha ancora visto la luce. L’art. 1, co. 88, L. 244/2007 stabilisce che le disposizioni si applicano dal periodo di imposta che inizia successivamente alla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del D.M. contenente le nuove white list.
Per recepire il mutato contesto internazionale, il D.M. 27.7.2010 ha espunto Cipro da tutte le black list italiane. Ciò significa, ad esempio, che le persone fisiche che trasferiscono la loro residenza fiscale a Cipro non devono più dimostrare all’Amministrazione Finanziaria italiana di aver tagliato i ponti con l’Italia, essendo piuttosto il fisco a dover assolvere l’onere della prova per legittimare un accertamento.
Priva di efficacia pratica è stata l’espunzione di Cipro dalla blacklist di cui al D.M. 23.1.2002 relativa al regime di indeducibilità dei costi da paradisi fiscali previsto dall’art. 110 c-. 10 e seguenti del tuir. Il regime, infatti, per espressa previsione normativa, non trova applicazione ai paesi comunitari. L’innovazione più interessante è stata invece la fuoriuscita di Cipro dalla black list di cui al D.M. 21.11.2001, ossia quella che individua i paradisi fiscali ai fini della disciplina sulle controlled foreign companies di cui all’art. 167 e 168 del tuir; la disciplina in commento si risolve, in sintesi, nella previsione di una tassazione per trasparenza in capo ai soci italiani dei redditi prodotti dalla struttura estera.
L’utilizzo di un veicolo cipriota per una attività di holding o di trading era quindi fortemente penalizzato in quanto i redditi prodotti subivano la tassazione nel nostro Paese. La situazione non è in realtà mutata significativamente in quanto, a partire dall’esercizio 2010, trova applicazione la nuova disciplina cfc white list prevista dal comma 8 bis dell’art. 167 che, in buona sostanza, estende il regime della tassazione per trasparenza a tutte le società estere, a prescindere dal paese di residenza, se sono verificate contemporaneamente due condizioni, ossia un livello di tassazione inferiore alla metà di quello applicabile in Italia e lo svolgimento di una attività non operativa. Se, da un lato, non possiamo nascondere che la holding e (secondo gli orientamenti di Telefisco 2011) anche la trading rientrano in questo regime, dobbiamo ricordare che la c.d. cfc white list non trova applicazione per i meri rapporti di collegamento ma solo per quelli di controllo. Inoltre, la disapplicazione della tassazione per trasparenza è possibile dimostrando attraverso un interpello preventivo che la struttura estera non è una costruzione di puro artificio. Si tratta, in effetti, di una condizione meno stringente rispetto allo svolgimento di una effettiva attività commerciale prevista per la cfc black list.
Ma perché Cipro? Basti solo segnalare la presenza di una aliquota di imposizione sui redditi societari del 10%, l’assenza di ritenute in uscita sui dividendi per norma interna, la presenza di una pex sulle plusvalenze molto generosa e l’applicabilità delle direttive comunitarie in materia di flussi di dividendi interessi e canoni.
ABC News
22 febbraio 2012
Libretti al portatore: entro il 31 marzo l’adeguamento alle nuove disposizioni in materia di limiti all’uso del contante
Con l’introduzione ad opera del DL n. 201/2011 delle nuove regole sui limiti all’uso del contante, il legislatore ha garantito la possibilità per i…
22 febbraio 2012
Collegio sindacale incaricato della revisione legale dei conti
In data 17.02.2012 il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili ha pubblicato il documento definitivo sul collegio sindacale…
22 febbraio 2012
Valutazione degli interventi di sostegno alle attività economiche
E’ stata pubblicata nella G.U. del 18 febbraio la circolare n.4760 del Ministero dello Sviluppo Economico inerente la valutazione sugli interventi di…
22 febbraio 2012
Recesso del socio ed assegnazione dei beni
Con lo studio n. 74-2011/T il Consiglio Nazionale del Notariato ha effettuato una dettagliata analisi delle conseguenze fiscali dei recesso del socio,…
22 febbraio 2012
Il rapporto di concorrenza spiegato da Assonime
Con la circolare n. 2 del 2012, Assonime commenta le disposizioni contenute nell’ articolo 36 del decreto legge n. 201/2011, convertito con…
22 febbraio 2012
REACH: giro di vite sulle sostanze chimiche
Secondo quanto previsto dal Regolamento (UE) n. 125/2012 della Commissione del 14 febbraio 2012 viene modificato il regolamento n. 1907/2006 (CE)…
22 febbraio 2012
Entro il 5 marzo 2012, il versamento dell’imposta erariale sugli aeromobili privati
Come già commentato su queste colonne, l’art. 16 co. 11 - 15-bis del DL 6.12.2011 n. 201 convertito nella L. 22.12.2011 n. 214, c.d. “manovra Monti”,…
22 febbraio 2012
Semplificazioni fiscali: prime indiscrezioni in attesa dell’approvazione del decreto da parte del CDM
Come noto, è allo studio del Consiglio dei Ministri un nuovo decreto sulla semplificazione fiscale: la bozza di decreto, esaminata ieri dal…
22 febbraio 2012
Istituito il codice tributo per compensare il credito dalla cessione di beni culturali
Con la risoluzione n. 17 del 20 febbraio 2012 è stato istituito il codice tributo per l’utilizzo in compensazione, tramite il modello F24, del credito…
21 febbraio 2012
Cooperative: sui prestiti sociali si applica l’imposta al 20%
L’Agenzia delle Entrate, in occasione della consulenza giuridica n. 954-87/2012 – prot. 2012/16716, ha precisato che a partire dal 01.01.2012 sugli…
21 febbraio 2012
Irregolarità dell’appaltatore nel DURC: i chiarimenti del Ministero del Lavoro
La Direzione Generale per l'Attività Ispettiva del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha emanato la circolare n. 3 del 16 febbraio 2012…
21 febbraio 2012
Incentivi all'occupazione previsti in via sperimentale: i chiarimenti dell’INPS
Come già commentato su queste colonne, con la circolare n. 22 del 31 gennaio 2011 e con il successivo messaggio n. 3169 del 8 febbraio 2011 dell’Inps…






