7 dicembre 2017

Azione di recupero crediti del curatore fallimentare ed il ruolo della Guardia di finanza

Memory n. 358 del 07.12.2017 a cura di Alessandro Borghese e Mauro Muraca

Con la Circolare Guardia di Finanza 7.4.2017 n. 109651, il Comando Generale – III Reparto – ha fornito chiarimenti sulla possibilità che la Guardia di finanzia passa fornire riscontro alle richieste di accertamenti patrimoniali e finanziari nell’ambito dei giudizi afferenti a procedure concorsuali, originate in modo ricorrente da parte di diversi curatori fallimentari. Si tratta, sostanzialmente, di quelle istanze con la quale si richiedono, a tale organo di polizia tributaria, accertamenti presso il creditore della fallita, propedeutici all’azione di recupero crediti del curatore fallimentare. In risposta alla suddetta richiesta di chiarimenti, il Comando Generale – III Reparto – è categorico nel precisare che la Guardia di Finanza non può fornire alcun riscontro alle suddette richieste in considerazione del fatto che: i) gli artt. 15 e 25 del R.D. n. 267/1942, concernenti, rispettivamente, il procedimento per la declaratoria di fallimento e i poteri del giudice delegato, non fanno riferimento a specifici obblighi e attribuzioni della Guardia di Finanza; ii) non è possibile ipotizzabile un’applicazione in via analogica, al giudizio fallimentare, delle prescrizioni di cui all’art. 5 della citata Legge n. 898/1970 in tema di scioglimento del matrimonio, anche in ragione del carattere settoriale di quest’ultimo provvedimento normativo; iii) a norma dell’art. 32 del R.D. n. 267/1942, il curatore esercita personalmente – sotto la vigilanza del giudice delegato e del Comitato dei creditori – compiti di amministrazione del patrimonio dell’imprenditore in stato d’insolvenza, senza la possibilità di richiedere l’intervento di organi estranei alla procedura, ivi compresa la Guardia di Finanza; iii) il potere di attivare le potestà ispettive del Corpo della Guardia di finanza non sembra nemmeno rientrare tra le attribuzioni del Tribunale fallimentare enucleate dall’art. 23 del R.D. n. 267/1942. Conseguentemente, in virtù di quanto appena esposto, il comando generale della Guardia di finanza è dell’avviso che le istanze avanzate dai giudici delegati nell’ambito dei procedimenti fallimentari, aventi ad oggetto richiesta di indagini finanziarie sui debitori di soggetti falliti, devono ritenersi inammissibili.
Categorie:Accertamento
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