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5 maggio 2011

La riserva di rivalutazione ed il suo utilizzo: effetti civilistici e fiscali

Daily news N. 134 del 05.05.2011 a cura di Antonella Gemelli

La riserva di rivalutazione ed il suo utilizzo: effetti civilistici e fiscali - Daily news N. 134 del 05.05.2011 a cura di Antonella Gemelli€ 6,00

(prezzi IVA esclusa)

Con la nostra Memory n.181 del 29 aprile 2011 abbiamo inteso riassumere le varie tipologie di riserve del patrimonio netto e la loro specifica origine in relazione all’operazione o alla disposizione di legge che le ha generate. Non tutte le riserve sono utilizzabili o disponibili e, pertanto, è necessario effettuare, caso per caso, un esame delle disposizioni del Codice civile che consentono di distinguere le riserve secondo le diverse ripartizioni. Nella predisposizione del bilancio di esercizio relativo all’anno 2010, particolare attenzione deve essere posta alla riserva di rivalutazione eventualmente presente nel patrimonio netto. Tale posta, come noto, può essersi generata per effetto della rivalutazione dei beni d’impresa, a seguito delle numerose leggi di rivalutazione che si sono susseguite nel corso degli ultimi anni. In considerazione dell’attuale scenario economico, certamente caratterizzato dalla crisi economica ancora in essere, alcune imprese potrebbero avere necessità di utilizzare la riserva di rivalutazione creatasi per effetto della rivalutazione degli immobili, di cui al D.L. n. 185/2008, al fine di coprire le perdite dell’esercizio, ovvero quelle maturate negli esercizi precedenti. A tal fine, peraltro, la riserva di rivalutazione comporta un effettivo incremento del patrimonio netto della società, e, come tale, costituisce una riserva disponibile per l’utilizzo a copertura delle perdite. Tale utilizzabilità, pertanto, rileva anche ai fini della verifica delle condizioni di cui agli artt. 2446 e 2447 c.c. (ovvero artt. 2482-bis e 2482-ter c.c. per le srl). Tali disposizioni contengono precise indicazioni in merito agli obblighi di copertura delle perdite, laddove le stesse siano superiori al terzo del capitale sociale, ovvero lo riducano al di sotto del limite legale. In ogni caso, tale verifica deve essere eseguita dopo aver utilizzato le riserve disponibili, tra cui la riserva di rivalutazione. Relativamente alla natura della riserva, per espressa previsione dell’art. 13, co. 2, della Legge 342/2000, abbiamo appena accennato che la riserva di rivalutazione fa parte della famiglia delle riserve cd. “disponibili” all’interno del patrimonio netto, e quindi sia per la copertura delle perdite, sia per l’aumento del capitale sociale. Premesso che dal punto di vista delle conseguenze fiscali, derivanti dall’utilizzo di tale riserva a copertura perdite, non si pongono particolari questioni critiche, è necessario, invece, verificare con attenzione gli aspetti civilistici connessi a tale utilizzo.
Categorie:Bilancio
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