13 marzo 2018

Estrazione di beni di provenienza Extra UE: chiarimenti sulla prestazione della garanzia patrimoniale

Memory n. 74 del 13.03.2018 a cura di Omar Rigamonti

Con la recente risoluzione 16.1.2018 n. 5/E, l'Agenzia delle Entrate ha precisato che la garanzia prestata ai sensi dell’art. 50-bis co. 4 lett. b) del DL 331/93, per l’immissione dei beni in libera pratica con contestuale introduzione in un deposito IVA, si differenzia dalla garanzia da prestare per l’estrazione dei beni medesimi ai sensi del successivo comma 6 dell’art. 50-bis. La garanzia “in entrata” è prestata dal soggetto che introduce i beni nel deposito e la sua durata si estende fino alla comunicazione dei dati relativi alla liquidazione dell’IVA da parte del soggetto che estrae i beni medesimi. La garanzia “in uscita”, invece, è prestata dal soggetto che procede all’estrazione e ha una durata pari a sei mesi. Poiché le due garanzie operano in modo indipendente, anche qualora il soggetto sia esonerato dalla prestazione della garanzia “in uscita” (come nel caso esaminato dalla risoluzione 5/E/2018, in cui il soggetto che estrae i beni coincide con il soggetto che ha effettuato l’immissione in libera pratica con introduzione nel deposito IVA), restano ferme le modalità di svincolo della garanzia “in entrata”.
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