14 febbraio 2014
La sanzione per l’omessa regolarizzazione di fatture in relazione ad acquisti di immobili rettificati con i valori O.M.I.: riflessioni e spunti difensivi per l’acquirente
Daily news N. 45 del 14.02.2014 a cura di Michele Sonda
Le rettifiche a valori O.M.I. delle compravendite immobiliari (supportate da apposite perizie tecniche dell’ex Agenzia del Territorio), pur avendo ormai una incidenza residuale dopo l’abolizione del criterio, stanno comunque creando non pochi problemi in termini difensivi soprattutto alla parte acquirente quando questa non abbia proceduto a regolarizzare la fattura di acquisto. Infatti, non è infrequente constatare che gli Uffici provvedono a sanzionare (con apposito atto di contestazione) anche l’acquirente-impresa in relazione al suo comportamento “inerte” di fronte alla registrazione di una fattura asseritamente irregolare (in quanto, appunto, non aderente ai valori del corrispettivo determinato con i criteri O.M.I.). Si tratta, infatti, dell’applicazione della sanzione pari al 100% dell’ IVA non regolarizzata, con un minimo di 258 euro, prevista dall’art. 6, comma 8 del D. Lgs. 471/97 in tema di “Violazione degli obblighi relativi alla documentazione, registrazione ed individuazione delle operazioni soggette all'imposta sul valore aggiunto”. Lo scopo del seguente scritto è quello di proporre delle argomentazioni difensive, le quali, come vedremo, hanno un differente grado di solidità, ma comunque di sicura suggestione per il giudice tributario, al fine di consentire la proposizione di deduzioni difensive previste dall’art. 16, co. 4 del D. Lgs. 472/97 e per l’impostazione del successivo, ma si spera eventuale, contenzioso tributario.
Categorie:Accertamento – Sanzioni
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