22 settembre 2022

La fatturazione in caso di decesso del professionista

Daily news n. 160 del 22.09.2022 a cura di Melania Marchese

La fatturazione in caso di decesso del professionista - Daily news n. 160 del 22.09.2022 a cura di Melania Marchese€ 6,00

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Il decesso del professionista comporta, di fatto, la cessazione della relativa attività e pone l’esigenza di procedere alla chiusura della partita IVA, previa definizione di tutte posizioni “aperte” per le prestazioni risultanti già fatturate ma non incassate, ovvero ancora da fatturare e incassare. Gli adempimenti IVA che presidiano alla chiusura delle posizioni pendenti in capo al de cuius incombono sugli eredi in forza dell’art. 35-bis del DPR 633/72. A tal proposito, la giurisprudenza di legittimità e l’Amministrazione finanziaria concordano nel ritenere che, qualora il professionista deceduto non abbia fatturato tutte le prestazioni, l’obbligo si trasferisce sugli eredi, i quali devono, pertanto, emettere fattura, “non già in nome proprio, ma in nome del de cuius”. Se l’attività del de cuius fosse stata chiusa anticipatamente, occorrerebbe provvedere alla riattivazione della posizione IVA onde procedere in tal senso. Alla luce di ciò, si esaminano le modalità operative cui gli eredi devono attenersi per la fatturazione dei compensi del professionista e la successiva annotazione nei registri IVA. Profili di incongruenza sono rilevati, infine, con riferimento alla prassi relativa al caso di cessazione della partita IVA prima dell’ultimo incasso.
Categorie:Adempimenti
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